Il codice etico può essere definito come “l'insieme delle regole di comportamento” con cui l'Ente intende formalizzare un modello di prevenzione, creando un articolato normativo complesso al quale conformarsi nel rispetto degli articoli 6 e 7 del D.Lgs. 231/01, che disciplinano le prescrizioni per i soggetti in posizione apicale e le specifiche inerenti il modello di organizzazione dell'ente.
Attraverso il codice etico, l'Ente provvede a specificare alla collettività i doveri e le responsabilità che si assume con l'implementazione del Modello 231, e contestualmente imposta tutti i processi aziendali di controllo interno, determinando altresì le specifiche inerenti alle possibili sanzioni in caso di violazione del modello stesso.
Tale regolamentazione interna diventa così vincolante per tutti coloro che operano con l'ente, siano essi soggetti interni o esterni, e si formalizza come l'intendimento dell'Alta Direzione societaria in materia di etica nello svolgimento delle attività societarie.
La corretta applicazione e l'aggiornamento del codice etico e del modello 231 spettano infatti alla competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione della società.
Nel codice etico - infine - una parte importante riguarda le disposizioni sanzionatorie perché, in caso di violazione del codice, il Legislatore ha precisato che si tratta di violazione degli obblighi contrattuali anche nei confronti dei dipendenti della società ai sensi dell'articolo 2104 del codice civile.
di Fabio Bianchi
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