Tra il sistema americano e quello italiano in materia di responsabilità dell'ente vi sono numerosi punti di contatto, benché la filosofia che ne sta alla base sia profondamente diversa.
La previsione dei Modelli Organizzativi in Italia, ad esempio, è stata influenzata dalle Federal guidelines for sentencing organizations statunitensi. In America, tuttavia, il Prosecutor può discrezionalmente rinunciare all'esercizio dell'azione penale e la società può ottenere l'esonero dalla responsabilità seguendo un percorso per noi impraticabile: per conquistarsi benefici, in chiave premiale, collabora con l'accusa nella scoperta dell'illecito fornendo un importante contributo nella raccolta delle prove.
Per contro, nel sistema 231 le condotte post factum incidono soltanto sul trattamento sanzionatorio: un impegno della società a cooperare, anche portando a conoscenza della A.G. l'illecito e il suo autore, non è richiesto per godere di benefici premiali. Una simile cooperazione potrebbe essere valorizzata solo attraverso il patteggiamento, che non potrà comunque cancellare in toto il processo essendo utilizzabile per ricercare, al più, un assestamento degli interessi che non sia unicamente limitato alla commisurazione dell'entità della sanzione.
Inoltre, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti, in Italia le public company sono pressoché assenti. Le piccole e medie imprese (oltre il 99% delle imprese italiane ha meno di 50 dipendenti) si caratterizzano per la tendenziale sovrapposizione tra proprietà e controllo. La governance è generalmente imperniata sull'imprenditore fondatore. Si intuisce che una struttura così congeniata difficilmente può prevedere che l'illecito sia commesso senza il contributo del vertice della società e senza che vi sia l'interesse della stessa società, per cui i sistemi di compliance rischiano di risultare inutili.
L'ambito di elezione della 231 è pertanto quello delle imprese che si sono date un modello manageriale. Ciò accade soprattutto nel settore bancario e finanziario e nelle società di più ampie dimensioni, ove l'azionista pubblico svolge ancora un importante ruolo di riferimento.
di Eugenio Fusco
Articolo riprodotto su concessione www.rivista231.it







