Il d.lgs. 231/2001 introduce la possibilità di sanzionare l'impresa per i reati commessi dai propri dipendenti, qualora dalla commissione dei reati derivi un interesse o vantaggio a favore dell'azienda.
Le motivazioni che hanno portato all'attribuzione di una responsabilità diretta di carattere "parapenale" in capo all'azienda, possono riassumersi, senza pretesa di completezza in alcuni punti:
1) Si prende atto che la sola repressione su base personale dei reati di criminalità economica non è sufficiente dal momento che le condizioni che portano alla commissione di tali reati sono di carattere sistemico.
2) "Si è ritenuto,...che la punizione diretta dell’impresa societaria avrebbe potuto disincentivare, per il timore di riceverne un danno finanziario, il naturale stato d’animo alla connivenza (o al disinteresse) da parte della proprietà rispetto ai comportamenti illegali tenuti dal management..1" In altre parole si è cercato di disincentivare la commissione di reati a carattere economico andando a minare la base degli stessi e cioè la convenienza economica.
3) E' il frutto di una tendenza sempre più estesa e tesa a individuare nella persona giuridica che opera sul mercato, sia essa impresa con fini di lucro o no, il centro autonomo di responsabilità. Non a caso in origine Il D.lgs. 231/2001 doveva contenere solo la ratifica della Convenzione OCSE del 17.12.1997 che imponeva agli ordinamenti nazionali forme di «responsabilità sanzionatoria» per gli enti solo rispetto alla fattispecie di corruzione.
1) Angelo CARMONA - "LA RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI: REATI PRESUPPOSTO E MODELLI ORGANIZZATIVI - n.1/2006 www.rivista231.it



D.lgs. 231/2001



